FLORA E FAUNA
 

Abbiamo pensato di completare le informazioni che puoi trovare su questo sito con delle brevi schede sui principali animali e piante che puoi trovare nel Parco durante una passeggiata. Mi raccomando cerca di individuarli quando andrai a farti una gita in valle.


FLORA

 

LARICE
(Larix decidua Mill.)

Fam. Pinacee
LARICE Il Larice rappresenta il 90% delle specie forestali presenti nel Parco ed e` la specie arborea che, in Piemonte, copre la superficie maggiore, costituendo boschi aperti, luminosi e coetanei su suoli di natura diversa, anche poveri, purchè freschi, permeabili e con buona esposizione alla luce. E` infatti una specie pioniera che domina i primi stadi evolutivi del bosco, preparando l'ambiente all'insediamento di specie piu` esigenti. Pur adattandosi a diversi tipi di suolo, è esigente riguardo al clima che deve essere di tipo continentale, quindi con estati abbastanza calde ed inverni con precipitazioni nevose; preferisce inoltre aree fresche e ventilate, con un buon ricambio di umidità atmosferica. L'uomo ha favorito la diffusione del Larice, spesso a discapito di altre specie, poiche` nei lariceti e` possibile il pascolamento.

 

PINO UNCINATO
(Pinus uncinata Mill.)

Fam. Pinacee
PINO UNCINATO Questo pino fa parte del gruppo dei Pini montani, cui appartiene anche il Pino mugo. Deve il suo nome alla presenza di una sorta di uncino sulle squame della pigna. Forma boschi puri nel piano montano in ambienti difficili. Predilige infatti ambienti luminosi e asciutti e resiste bene sia al freddo sia alla siccità; inoltre possiede radici robuste e ramificate che ne permettono l'attecchimento anche su suoli incoerenti e aridi. Queste peculiarita` ne fanno una pianta importante per la colonizzazione dei terreni impervi di montagna ed una specie interessante per i rimboschimenti.

 

PINO CEMBRO
(Pinus cembra L.)

Fam. Pinacee
PINO CEMBRO Il cembro e` un pino maestoso, dalla crescita lenta e dalla vita molto lunga (800-1000 anni). Negli stadi giovanili necessita di ombra per svilupparsi, richiede inoltre forti escursioni termiche e precipitazioni non troppo elevate. Come seme, produce un pinolo commestibile, protetto da un guscio legnoso, molto appetito dagli animali del bosco. E` una specie caratteristica dell'arco alpino, dove pero` non e` molto diffusa, in parte per i suoi caratteri ecologici, in parte per azione dell'uomo. Infatti la sua chioma scura e densa, che occupa e ombreggia i pascoli, ed il suo legno, ottimo da lavorare, hanno comportato tagli indiscriminati. Oggi pero` la sua diffusione e` in netta ripresa e sempre piu` frequenti ed ampi sono i boschi misti di Pino cembro e Larice.

 

SALICI DI RIPA
(Salix sp.)

Fam. Salicacee
SALICI DI RIPA Sui greti ampi dei torrenti di montagna e quindi anche lungo l'alveo del torrente Chisone, si sviluppano dei popolamenti misti di Salici ripari (Salix purpurea L., S. eleagnos Scop., S. caprea L., S. daphnoides Vill., S. aurita L.) che costituiscono delle boscaglie pioniere. Sono arbusti le cui radici, estese e profonde, resistono bene alla forza estirpatrice dell'acqua, ma anche alle condizioni asfittiche del suolo in cui ristagna l'acqua, e alla carenza di umidita` nei periodi di magra. Proteggono l'alveo dall'azione erosiva delle acque, ostacolando il trasporto a valle di ciottoli e ghiaia.

 

RODODENDRO
(Rhododendron ferrugineum L.)

Fam. Ericacee
RODODENDRO E` un arbusto sempreverde che costituisce popolamenti caratteristici delle Alpi: forma infatti delle brughiere su terreni silicei, caratterizzando i boschi di Larice, le cembrete e l'arbusteto oltre il limite della vegetazione arborea. Riesce a sopportare temperature molto basse anche in assenza di copertura nevosa, non sopporta pero` l'aridita`.

 

MIRTILLO BLU
(Vaccinium gaultherioides Bigel.)

Fam Ericacee
MIRTILLO BLU Questa specie appartiene allo stesso genere del più noto Mirtillo nero; possiede anch'esso delle bacche commestibili, anche se meno saporite, blu-nero all'esterno e con una polpa biancastra all'interno. Gli ambienti di maggior diffusione sono rappresentati dai prati e dai pascoli molto umidi, ricchi di humus e tendenzialmente acidi; lo si incontra quindi anche in zone paludose e torbiere dove forma ampi popolamenti di arbusti nani (15 - 40 cm da terra), con rami contorti, grigi, ricchi di foglioline verde scuro tendente al blu.

 

ONTANO VERDE
(Alnus viridis (Chaix) DC)

Fam. Betulacee
ONTANO L'alneto, cioe` la formazione costituita dall'Ontano verde, e` un popolamento caratteristico del piano subalpino, dove occupa i pendii freschi e i canaloni di valanga soprattutto su suoli silicei. Ha bisogno infatti di umidita` piuttosto abbondante, ma anche di suoli ben arieggiati. Le radici di questo arbusto ospitano batteri simbionti che fissano l'azoto: i suoli dove vegeta l'Ontano verde sono quindi ricchi, in quanto il suolo viene migliorato dall'apporto di sali minerali ed humus. E` in fase di forte espansione sui pascoli freschi abbandonati.

 

ASTRO ALPINO
(Aster alpinus L.)

Fam. Composite
ASTRO ALPINO E` una pianta erbacea, perenne, pioniera che ravviva con una fioritura vistosa i prati e i pascoli asciutti, sassosi, calcarei sino alle quote piu` elevate. Come molte altre piante adattatesi al severo clima del piano alpino, ha un fusto molto breve, probabilmente in seguito all'inibizione all'accrescimento provocata dalla presenza di raggi ultra-violetti e dalle basse temperature notturne.

 

CALTA
(Caltha palustris L.)

Fam. Ranuncolacee
CALTA Predilige ambienti ricchi di acque, lungo i ruscelli, nelle paludi, ai margini di prati o all'interno di boschi; è riconoscibile per la sua abbondante e prolungata fioritura gialla. Come tutti i ranuncoli, contiene sostanze velenose, ma era comunque utilizzata nella cucina popolare e come pianta medicinale.

 

EPILOBIO DI FLEISHER
(Epilobium fleischeri Hochst)

Fam. Oenoteracee
EPILOBIO DI FLEISHER Costituisce popolamenti estesi sui greti dei torrenti di montagna e sulle piane alluvionali dove il substrato, sabbioso, ghiaioso o ciottoloso, presenta notevole permeabilita` e quindi scarsa ritenzione idrica.

 

AVENA DORATA AVENA DORATA
(Trisetum flavescens P.B.)

Fam. Graminacee
E` una graminacea alta 30-80 cm, che assieme ad altre specie, costituisce una tipica associazione dei prati e pascoli pingui del piano subalpino, costituendo una buona erba da foraggio.

 

GENZIANA MAGGIORE
(Gentiana lutea L.)

Fam Gentianacee
GENZIANA MAGGIORE A differenza di altre genziane, la Genziana maggiore ha un fusto alto fino a 1,5m e fiori di color giallo. Spesso e` infestante sui pascoli alpini tra i 1000 e i 2000m. E` ben nota per le proprieta` medicinali della radice, molto amara, che entra nella composizione di liquori alle erbe e di aperitivi. E` facile confondere la Genziana con il Veratro (Veratrum album L., fam. Liliacee), specie simile per aspetto, ma assai velenosa. Il Veratro, a differenza della Genziana, ha fiori bianchi e possiede foglie alterne sul fusto e pelose sulla pagina inferiore.

 

STELLA ALPINA
(Leontopodium alpinum Cass.)

Fam. Composite
STELLA ALPINA Specie sporadica che si spinge, pioniera, fino alle alte quote (fin altre i 3400m) su pascoli calcarei, sassosi e poveri di humus. E` coperta da una peluria bianca, molto densa, quasi un feltro; le funzioni di questa peluria, nella Stella alpina come in molte altre piante adattatesi a vivere alle quote maggiori, sono molteplici: riduce la perdita d'acqua attraverso l'epidermide delle foglie, filtra i raggi ultra-violetti abbondanti in alta montagna, protegge foglie e infiorescenze dal freddo.

 

SOLDANELLA
(Soldanella alpina L.)

Fam. Primulacee
SOLDANELLA La Soldanella e` una piccola pianta dalla corolla sfrangiata che vive su suoli calcarei tra i 1000 e i 3000m. Predilige i pascoli umidi e le vallette nivali, ossia quelle piccole depressioni del suolo, poco profonde, ma sufficientemente riparate da far si` che la neve permanga a lungo (8 - 10 mesi). Per sfruttare al massimo il breve periodo utile per svilupparsi e riprodursi, la soldanella fiorisce non appena la neve fonde ed ha dimensioni assai ridotte.

 

DRIADE
(Dryas octopetala L.)

Fam. Rosacee
DRIADE Specie pioniera, strisciante, che colonizza i suoli calcarei piu` poveri, asciutti, inospitali, quali ghiaioni, pascoli con affioramenti rocciosi, talvolta greti sassosi, spingendosi fino ai 3 000m di quota. E` considerata un "relitto glaciale", cioe` una specie artica che le glaciazioni spinsero sulle Alpi. In seguito alla fusione dei ghiacci, si rifugio` in areali relitti dove le condizioni climatiche le erano favorevoli; nel caso specifico e` rimasta localizzata appunto nelle zone artiche e sulle montagne delle zone temperate come le Alpi.

 

SALICE RETICOLATO
(Salix reticulata L.)

Fam. Salicacee
SALICE RETICOLATO Nel piano alpino le condizioni ambientali determinano forme striscianti e aderenti al suolo per sfruttare al meglio il calore riverberato dal suolo e non risentire dei venti freddi e veloci che spirano alle alte quote: e` il caso di questo arbusto legnoso dalla crescita lentissima, alto pochi centimetri, ma con lunghi rami ricchi di piccole foglie coriacee, sempreverdi, dal verde intenso. Cresce sui depositi morenici, nei pascoli sassosi, nelle vallette nivali.

 

SILENE o MUSCHIO FIORITO
(Silene acaulis Jacq.)

Fam. Cariofillacee
E` una pianta che costituisce dei cuscinetti (detti "pulvini"), densi di foglie da cui spuntano piccoli fiorellini rosa: la formazione di questi cuscinetti e` un adattamento tipico del piano alpino per resistere al vento ed alla siccita` e vi ricorrono molte altre specie. Colonizza rocce e detriti , suoli per lo piu` instabili; spesso ogni singolo pulvino ha una sola radice fittonante da cui si dipartono rami corti e fitti. Lo sviluppo di questa pianta e` molto lento: ogni singolo pulvino puo` raggiungere l'eta` di qualche decina di anni.

 

TLASPIDE
(Thlaspi rotundifolium Gaudin)

Fam. Crucifere
Col suo profondo fittone ed il fusto strisciante, colonizza e popola rocce e ghiaioni calcarei oltre il limite della vegetazione arborea, fino ai 3 300m circa. Anche se in superficie si vedono piante sparse e alte non piu` di 5 cm, poco sotto la superficie l'apparato radicale di questa pianta si espande largamente ed esplora il suolo alla ricerca di nutrimento e di ancoraggi.

 

VIOLA DEL MONCENISIO
(Viola cenisia L.)

Fam. Violacee
E` una viola a fiori grandi che colonizza i detriti grossolani calcarei fino a 3 000m di altitudine insieme ad altre specie tra cui la Thlaspide. E` una pianta endemica delle Alpi, il cui areale di distribuzione e` cioe` limitato alle Alpi Occidentali, dalle Graie alle Marittime.





 

FAUNA

CAMOSCIO
(Rupicapra rupicapra)

Lunghezza: 100-140 cm
Peso: 32-45 kg il maschio; 25-38 kg la femmina
Alimentazione: tendenzialmente erbacea, d’inverno si accontenta di alimenti più poveri fino ad utilizzare arbusti e rametti.
Riproduzione: gli accoppiamenti avvengono a novembre-inizio dicembre; tra metà maggio e metà giugno nasce un piccolo
Ambiente: d’estate vive solitamente in prati e pascoli , con affioramenti rocciosi, sopra il limite della vegetazione arborea, in inverno e in primavera scende a quote più basse, anche nel bosco.
Il maschio è simile alla femmina, ma si può distinguere per la sagoma più tozza e per le corna più massicce e con l’ uncino più pronunciato. Il mantello estivo è corto e bruno rossiccio, mentre d’inverno è lungo e più scuro, quasi nero. Lo zoccolo del Camoscio è dotato di una membrana cartilaginea tra le due unghie che aumenta la superficie di appoggio e favorisce la deambulazione sulla neve.


CAPRIOLO
(Capreolus capreolus)

Lunghezza: 100-125 cm
Peso: 20-27 kg
Alimentazione: prevalentemente foglie e germogli di cespugli e arbusti, erba in misura minore; in inverno si ciba anche di apici di conifere e di corteccia.
Riproduzione: il periodo degli amori si verifica in luglio-agosto; la gestazione è lunga (nove mesi e mezzo) poichè lo sviluppo dell’embrione si arresta in inverno per tre-quattro mesi. Tra metà maggio e metà giugno vengono partoriti generalmente due piccoli.
Ambiente: boschi, con abbondante sottobosco, inframezzato da radure e coltivi
I caprioli e i cervi presenti in Val Troncea derivano da reintroduzioni avvenute negli anni ‘60 nel Gran Bosco di Salbertrand. I palchi di questo cervide sono presenti solo nel maschio; esse cadono a novembre-dicembre, ricrescono poi lentamente durante l’inverno. Il Capriolo si dedica alla ricerca del cibo prevalentemente all’alba e al tramonto.


CERVO
(Cervus elaphus)

Lunghezza: 190-230 cm
Peso: 120-210 kg il maschio; 70-130 kg la femmina
Alimentazione: erba, arbusti, ramoscelli, corteccia
Riproduzione: la stagione degli accoppiamenti si verifica a fine settembre-inizio ottobre, i parti avvengono nei mesi di maggio-giugno.
Ambiente: boschi con radure, ma d’estate frequenta anche i pascoli sopra il limite della vegetazione.
Il Cervo è un animale elusivo, difficile da osservare a breve distanza. E’ più facile udirne, nel periodo degli amori, il possente bramito, una sorta di muggito emesso dai maschi rivali quale segno di sfida. I palchi, presenti solo nei maschi, cadono in primavera e ricrescono fino a raggiungere a luglio il loro pieno sviluppo.


CINGHIALE
(Sus scrofa)

Lunghezza: 140-180 cm
Peso: 80-200 kg il maschio; 50-150 kg la femmina
Alimentazione: onnivora: frutta (specialmente castagne e ghiande), radici, semi, invertebrati, micromammiferi, carogne ecc.
Riproduzione: gli accoppiamenti avvengono generalmente tra novembre e febbraio, dopo una gestazione di quattro mesi nascono da due a otto piccoli.
Ambiente: boschi, ma frequenta anche altri ambienti
Il Cinghiale ha avuto una notevole espansione demografica nelle nostre regioni, anche a causa di immissioni a scopo venatorio di individui incrociati con il maiale e quindi più prolifici. E’ comunque un animale schivo e difficile da vedere. Molto evidenti sono invece gli scavi che lascia sul terreno quando smuove la terra con il muso alla ricerca del cibo. Le impronte del Cinghiale sono riconoscibili per i segni lasciati dagli speroni, situati sul retro degli arti.


STAMBECCO
(Capra ibex)

Lunghezza: 115-150 cm
Peso: 75-110 kg il maschio; 40-60 kg la femmina
Alimentazione: quasi esclusivamente erbacea
Riproduzione: gli accoppiamenti avvengono in dicembre-gennaio, dopo cinque mesi e mezzo nasce un piccolo.
Ambiente: rocce e rupi compentrate con pascolo.
Lo Stambecco è presente nell’area grazie alla recente reintroduzione curata dall’ Ente Parco. E’ un animale straordinariamente adattato alla vita sulle rocce. Anche d’inverno si mantiene al di sopra del limite della vegetazione arborea frequentando zone ripide ed esposte a sud, dove il manto nevoso è meno spesso. Scende sui fondovalle solo in primavera. La femmina si distingue facilmente dal maschio per le minori dimensioni e per le corna molto più corte (rispettivamente 35 cm e oltre un metro di lunghezza massima).


MARMOTTA
(Marmota marmota)

Lunghezza: 45-60 cm (più una quindicina della coda)
Peso: 4-7 kg
Alimentazione: erbe e radici
Riproduzione: l’accoppiamento avviene alla fine di aprile; dopo una gestazione di circa 35 giorni nascono 3-5 piccoli che escono dalla tana alla fine di giugno-inizio di luglio.
Ambiente: prati e pascoli
La marmotta è di costumi diurni ed è osservabile con una certa facilità. Vive in piccole colonie famigliari. Questo roditore utilizza le tane scavate nel terreno anche per il letargo che dura generalmente da ottobre ad aprile. Lancia un tipico grido di allarme che assomiglia ad un fischio.


ARVICOLA DELLE NEVI
(Microtus nivalis)

Lunghezza: 11-14 cm (più 5-7 cm di coda)
Peso: 40-50 gr
Alimentazione: erbe, fiori,arbusti
Riproduzione: la stagione riproduttiva va da maggio ad agosto e le femmine partoriscono generalmente due volte.
Ambiente: prati e pascoli, con abbondanti pietre, anche a quote molto elevate
L’Arvicola delle nevi non va in letargo, ma d’inverno vive in gallerie scavate tra la neve e il terreno; in questo modo si ripara dal freddo e riesce a trovare nutrimento. Le gallerie invernali sono ben visibili in primavera, quando si scioglie la neve. Questo roditore rappresenta un importante anello alla base della catena alimentare.


TOPO QUERCINO
(Elyomis quercinus)

Lunghezza: 11-15 cm (più 10-13 cm di coda)
Peso: 55-130 gr
Alimentazione: insetti, frutti, uova di uccelli
Riproduzione: nascono da due a sette piccoli una volta all’anno
Ambiente: boschi di latifoglie e conifere, preferibilmente inframezzati con rocce e cespugli.
Il Topo quercino fa parte della famiglia dei gliridi e pertanto passa i mesi invernali in letargo. E’ di abitudini notturne. La parte terminale della coda, se afferrata da un predatore, si stacca facilmente permettendo al Topo quercino di sfuggire al pericolo.


LUPO
(Canis lupus)

Lunghezza: 105-130 cm (più 35-50 cm di coda)
Peso: 20-35 kg
Alimentazione: ungulati, roditori, rifiuti alimentari
Riproduzione: i piccoli, da 2 a 8, nascono in una tana tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.
Ambiente: boschi e spazi aperti, purchè ricchi di prede.
A partire dalla fine degli anni ‘80, il Lupo, già presente nell’Italia centrale e sull’Appennino tosco-ligure, è ritornato spontaneamente in Piemonte. Questo canide rappresenta un importante arricchimento del nostro patrimonio naturalistico. La predazione del Lupo garantisce la selezione degli ungulati prevenendo il diffondersi di malattie. Non è un animale temibile poichè, vedendo nell’uomo il peggiore nemico, tende sempre a fuggire quando ne avverte la presenza.


VOLPE
(Vulpes vulpes)

Lunghezza: 65-80 cm (più 35-45 cm di coda)
Peso: 6-10 kg
Alimentazione: molto varia, comprende piccoli e medi roditori, frutti, uccelli, insetti, carogne, rifiuti...
Riproduzione: la femmina partorisce in primavera in una tana da tre a cinque piccoli.
Ambiente: vive in una grande varietà di ambienti, dai boschi ai prati e pascoli, alle aree coltivate.
E’ un animale territoriale e di abitudini prevalentemetne notturne. E’ pertanto di difficile osservazione, mentre ben visibili sono le impronte (simili a quelle di un cane di medie dimensioni) e gli escrementi (di forma cilindrica e appuntiti ad una estremità). Questi ultimi sono spesso lasciati in posizioni ben evidenti allo scopo di segnalare il territorio.


ERMELLINO
(Mustela erminea)

Lunghezza: 20-30 cm (più 8-12 cm la coda)
Peso: 250-300 gr il maschio; 150-180 gr la femmina
Alimentazione: arvicole, topi, passeriformi
Riproduzione: i piccoli, in numero variabile da 4 a 8, nascono in primavera.
Ambiente: specialmente prati e pascoli ricchi di pietre e arbusti
L’Ermellino è un mustelide che caccia sia di giorno sia di notte. Non utilizza quasi mai la tecnica dell’agguato,ma preferisce una ricerca attiva delle prede. Il colore del mantello varia nel corso dell’anno: in estate la pelliccia è marrone nella parte superiore del corpo, mentre d’inverno è completamente bianca, tranne la punta della coda nera.


UCCELLI


AQUILA REALE
(Aquila chrysaetos)

Apertura alare: 182-212 cm il maschio; 215-227 cm la femmina
Peso: 2,9-4,4 kg il maschio; 3,8-6,6 la femmina
Alimentazione: marmotte, lepri, galliformi, piccoli di ungulato; d’inverno anche carogne.
Riproduzione: la coppia resta legata tutta la vita e depone in genere due uova in primavera; le uova schiudono nella seconda metà di maggio e spesso il piccolo nato per primo uccide il secondo genito.
Ambiente: predilige le zone aperte, con rocce e rupi
Le aquile nidificano su pareti rocciose e sono legate per tutta la vita ad un territorio. Solo i giovani sono erratici, finchè, raggiunta la maturità sessuale (a 4-5 anni), formano una coppia e si stabiliscono su un territorio. La mortalità dei giovani è piuttosto alta, mentre è modesta per gli adulti che vivono anche 20-30 anni. Nelle Alpi occidentali l’ Aquila reale, non più cacciata come in passato, ha una diffusione ottimale.


GALLO FORCELLO
(Tetrao tetrix)

Apertura alare: 65-70 cm la femmina; 80-85 cm il maschio
Peso: 750-1000 gr la femmina; 1100-1500 gr il maschio
Alimentazione: vegetariana, varia a seconda delle stagioni (piante erbacee e arbustive, aghi di conifere, frutti di bosco) I pulcini si nutrono essenzialmente di formiche e piccoli invertebrati.
Riproduzione: all’inizio di giugno la femmina depone in un nido sul terreno da 6 a 10 uova; dopo 26-27 giorni nascono i pulcini
Ambiente: limite superiore dei boschi di conifere con ricco sottobosco di rododendro e mirtillo
I maschi di Gallo forcello, detto anche Fagiano di monte, compiono a maggio vistose parate nuziali. La cova e l’allevamento dei piccoli sono curati esclusivametne dalla femmina. D’inverno questo tetraonide trascorre molto tempo nascosto in gallerie sotto la neve, in tal modo ottiene un notevole risparmio energetico e un’efficace protezione dai predatori.


PERNICE BIANCA
(Lagopus mutus)

Apertura alare: 55-65 cm
Peso: 420-500 gr
Alimentazione: foglie, gemme, bacche, semi. I pulcini si nutrono prevalentemente di invertebrati
Riproduzione: le uova, da 4 a 8, sono deposte in primavera, dopo circa tre settimane nascono i piccoli
Ambiente: prati e pascoli, alternati a pietraie e vallette nivali
E’ una specie di origine sub-artica, giunta alle nostre latitudini durante le glaciazioni. Quando i ghiacciai si ritirarono la Pernice bianca si rifugiò sulle più alte montagne europee (Alpi e Pirenei) dove occupa ambienti simili a quelli nordici originari. E’ dotata di particolari adattamenti al freddo: il piumaggio, abbondante e con elevato contenuto di aria, garantisce un efficace isolamento termico e ricopre anche i piedi e le narici. In inverno questa specie diventa quasi interamente bianca per mimetizzarsi con la neve.


CIVETTA CAPOGROSSO
(Aegolius funereus)

Apertura alare: 54-60 cm
Peso: 100-190 gr
Alimentazione: piccoli mammiferi e passeriformi
Riproduzione: nidifica nelle cavità degli alberi dove la femmina depone 4-6 uova che si dischiudono dopo 27-29 giorni
Ambiente: boschi di conifere, anche misti con latifoglie
E’ una specie originaria della taiga e in Italia si trova solo sulle Alpi. Di solito, ma non in Val Troncea, utilizza per nidificare i vecchi nidi scavati dal Picchio nero. Nel Parco della Val Troncea è in corso una ricerca su questo strigiforme.


PICCHIO ROSSO MAGGIORE
(Picoides major)

Apertura alare: 40-43 cm
Peso: 75-100 gr
Alimentazione: insetti lignicoli e d’inverno anche pigne o nocciole
Riproduzione: nidifica nelle cavità degli alberi, dove la femmina depone 4-6 uova che si dishiudono dopo 10-13 giorni
Ambiente: boschi di conifere e latifoglie, dalla pianura fino al limite superiore degli alberi
Cattura insetti e larve che vivono nei tronchi utilizzando il potente becco, per bucare la corteccia, e la lingua, lunga e vischiosa, per estrarre le prede. Battendo il becco contro il tronco produce un caratteristico “tambureggiamento” che funge da segnale territoriale.


GRACCHIO ALPINO
(Pyrrhocorax graculus)

Apertura alare: 75-80 cm
Peso: 200-250 gr
Alimentazione: insetti, vermi, frutti, rifiuti alimentari
Riproduzione: nidifica su pareti rocciose; la femmina depone tra aprile e maggio 4-5 uova che schiudono dopo circa tre settimane.
Ambiente: zone di alta montagna, al di sopra del limite degli alberi, con rocce e rupi
Il gracchio alpino è una specie gregaria, facilmente osservabile mentre effettua acrobazie in volo, sfruttando con grande abilità le correnti aeree. Si avvicina sovente all’uomo alla ricerca di cibo.


MERLO ACQUAIOLO
(Cinclus cinclus)

Apertura alare: 30 cm
Peso: 50-60 gr
Alimentazione: larve e insetti acquatici, piccoli molluschi
Riproduzione: costruisce un nido di erbe sulle pareti di roccia vicino ai corsi d’acqua; la deposizione delle uova (4-5) avviene solitamente due volte all’anno.
Ambiente: torrenti e ruscelli
Cattura le sue prede tuffandosi e camminando sul fondo dei torrenti. E’ dotato di interessanti adattamenti alla vita acquatica, come la palpebra nittitante (una sorta di occhiale per vedere sott’acqua), il lembo sottile di pelle sotto la narice (per impedire all’acqua di entrare nei polmoni) e il piumaggio impermeabile all’acqua.


PICCHIO MURAIOLO
(Tichodroma muraria)

Apertura alare: 25-27 cm
Peso: 16-18 gr
Alimentazione: insettivora
Riproduzione: costruisce il nido dentro fessure di pareti rocciose; la deposizione delle uova (3-4) avviene in tarda primavera.
Ambiente: rocce e rupi, anche ad alta quota
Questa specie è strettamente legata alle pareti rocciose, dove si arrampica con grande abilità alla ricerca delle sue prede e dove nidifica. Il becco lungo e sottile consente al Picchio muraiolo di catturare le sue prede nelle fessure delle rocce. D’inverno scende di quota e frequenta sovente le opere murarie. E’ una specie piuttosto rara.


RAMPICHINO ALPESTRE
(Certhia familiaris)

Apertura alare: 18-20 cm
Peso: 9-11 gr
Alimentazione: insetti e larve del legno; d’inverno anche semi di conifere
Riproduzione: nidifica nelle fessure dei tronchi dove depone (solitamente due volte all’anno) 5-6 uova.
Ambiente: boschi di conifere
Si arrampica a scatti sui tronchi degli alberi con una traiettoria a spirale. E’ straordinariamente mimetico. Il lungo becco ricurvo gli consente di catturare le prede nelle piccole screpolature della corteccia


BALLERINA BIANCA
(Motacilla alba)

Apertura alare: 30 cm
Peso: 22-25 gr
Alimentazione: insettivora
Riproduzione: costruisce il nido in anfratti e la femmina vi depone 5-6 uova; solitamente si hanno due deposizioni all’anno.
Ambiente: torrenti e acque, ambienti antropizzati
La ballerina bianca è facilmente osservabile mentre corre rapidamente sulle strade asfaltate. Ha forme slanciate e muove sovente la lunga coda con movimento ritmico.. Parente di questa specie è la ballerina gialla, legata esclusivamente ai torrenti e ai ruscelli


CROCIERE
(Loxia curvirostra)

Apertura alare: 27-30 cm
Peso: 30-40 gr
Alimentazione: semi di conifere
Riproduzione: nidifica tra le fronde degli alberi. Curiosamente il periodo riproduttivo è molto variabile, in relazione alla fruttificazione delle conifere; sono possibili deposizioni anche in pieno inverno.
Ambiente: boschi di conifere
Il nome deriva dal caratteristico becco ad apice incrociato, particolarmente adatto per estrarre i pinoli dalle pigne. Il maschio, dal bel piumaggio rosso, si distingue facilmente dalla femmina che è invece bruno-verdastra.


ANFIBI


RANA ROSSA
(Rana temporaria)

Lunghezza: 8-10 cm
Alimentazione: invertebrati, i girini invece si nutrono di alghe.
Riproduzione: le rane depongono in primavera nell’ acqua ammassi di uova da cui nascono i girini che, attraverso il complesso meccanismo della metamorfosi, si trasformano in piccole rane
Ambiente: acque (stagni, pozze, laghi) nel periodo riproduttivo, e poi anche altri ambienti, purchè con un certo grado di umidità.
Come gli altri anfibi, questa specie vive in acqua allo stadio larvale (i ben noti girini), mentre allo stadio adulto vive anche a terra. Molto precocemente in primavera le rane temporarie si radunano anche in gran numero nei siti riproduttivi. D’ inverno la Rana temporaria trascorre alcuni mesi di ibernazione nascosta nel fango sul fondo dei laghi o in ricoveri sotto il terreno.


RETTILI


VIPERA COMUNE
(Vipera aspis)

Lunghezza: 55-65 cm di media, ma anche fino a 90 cm
Alimentazione: principalmente piccoli roditori, occasionalmente lucertole e nidiacei
Riproduzione: i piccoli, generalmente da 6 a 8, nascono già interamente formati e autosufficienti.
Ambiente: vive in svariati ambienti, ma predilige quelli assolati, con presenza di molte rocce e cespugli
Come tutti i rettili, la Vipera è un animale a sangue freddo (cioè la sua temperatura corporea è variabile, a differenza degli animali a sangue caldo - mammiferi e uccelli - in cui la temperatura è mantenuta costantemente alta) per cui è attiva soltanto quando il suolo raggiunge circa 25 gradi. Questa specie trascorre pertanto molti mesi all’anno in latenza, nascondendosi in anfratti del terreno. Contrariamente a molte credenze, la Vipera non è aggressiva e non rappresenta un pericolo per l’uomo se non viene molestata. E comunque il suo morso è solo eccezionalmente letale. Nel Parco anch’essa è protetta.


PESCI


TROTA FARIO
(Salmo trutta fario)

Lunghezza: 30-50 cm di media
Alimentazione: essenzialmente invertebrati
Riproduzione: le uova, deposte tra ottobre e dicembre in buche scavate dalla femmina a colpi di coda, vengono immediatamente fecondate dal maschio e subito ricoperte di ghiaia; dopo circa tre mesi nascono gli avanotti.
Ambiente: torrenti e laghi
La Trota fario, tipico animale dei torrenti alpini, è oggetto di interventi di semina coordinati dall’Ente Parco. L’operazione ha lo scopo di salvaguardare il patrimonio genetico di questa specie, minacciato da immissioni di soggetti ibridi o appartenenti a sottospecie esotiche.


INSETTI


FORMICA ROSSA
(Formica rufa )

Lunghezza: 5-7 mm le operaie; 9-10 mm le regine e i maschi
Alimentazione: molto varia: vegetali, insetti ecc.; spesso si nutre di una sostanza zuccherina emessa dagli afidi (cfr filmato).
Riproduzione: solo alcune femmine (le così dette regine) si accoppiano con i maschi nel corso del volo nuziale; poi i maschi muoiono e le regine producono migliaia di uova che vengono accudite dalle operaie.
Ambiente: boschi di conifere
La Formica rossa è un insetto dalla complessa struttura sociale. Vive in formicai ricoperti da un cumulo di ramoscelli e aghi di conifere che può superare il metro di altezza. Questa specie svolge un ruolo molto importante nella lotta biologica poichè distrugge una grande quantità di insetti. E’ pertanto specie protetta dalla legge.