Dalla relazione dell'Ing. Daristo risulta che nel 1770 i boschi del Pragelatese, molto sfruttati, erano costituiti principalmente da giovani piante. Facevano eccezione i boschi detti "di Conserve", mantenuti a protezione dei villaggi, che "?custodite sono con grande circospezione dagli abitanti ?quot; e i boschi "denominati della Troncea" che " contengono grandissimo numero di piante di molta grossezza e altezza, e per ci?servibili, s?per le fortificazioni che per la truppa ?quot;.
Il lariceto
L'albero pi?diffuso sulle nostre montagne ?senz'altro il larice (Larix decidua), l'unica conifera nostrana a perdere gli aghi durante l'inverno. Il larice ?stato favorito dall'uomo nel corso dei secoli: la sua chioma leggera consente la pratica del pascolo e il suo legno lo faceva preferire agli altri alberi che originariamente lo accompagnavano, come l'abete rosso (Picea abies) e, in alto, il cembro (Pinus cembra).
Il bosco di pino uncinato
Uno degli ambienti di maggior interesse della Val Troncea ?il bosco di Pinus uncinata dell'Inverso (in patois: 'l bòo l'envers), unico esempio italiano di una certa importanza su substrato di rocce ofiolitiche. Il bosco si sviluppa tra 1750 e 2130 metri di quota, su una frana; gli alberi adulti hanno et?compresa tra i 120 e i 300 anni (alcuni esemplari 400 !); esso ?protetto ai sensi dalla Direttiva Habitat ed ?segnalato quale Sito di interesse comunitario all'Unione Europea.
I saliceti ripariali
Un altro habitat protetto dall'Unione Europea ?costituito dai saliceti che si sviluppano lungo i torrenti montani, le cui specie pi?caratteristiche sono Salix elaeagnos e S. daphnoides. In questi ambienti si incontrano specie vegetali caratteristiche quali Saxifraga aizoides, le specie del genere Pinguicula, e talvolta rare, come la Corthusa matthioli; presso alcune sorgenti si sviluppano inoltre i muschi calcarizzanti, anch'essi protetti dalla Comunit?Europea.
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