L'aspetto della Val Troncea non ?statico ed
immutabile, come a prima vista pu?
sembrare, ma in continua evoluzione.
La Val Troncea ?una "valle" glaciale, in quanto
fu originariamente modellata dal ghiacciaio che
la occupava; soprattutto nella parte alta della
valle sono ancora riconoscibili le tracce del suo
passaggio: forme e depositi glaciali,
complessivamente denominati morene.
L'azione glaciale
I circhi glaciali sono depressioni
semicircolari con pareti abbastanza
ripide, fondo poco inclinato e soglia
rialzata, sovente occupate da un
bacino lacustre. Il lago Nero, nel
Vallone del Fauri, ?uno dei laghetti di
origine glaciale della Val Troncea.
Le valli sospese sono situate a quota pi?elevata di
quella in cui sboccano; in genere il fondovalle della
valle sospesa ?separato da quello della valle principale
da un salto piuttosto elevato. Essa si origina perch?il
ghiacciaio della valle principale, pi?grande, ha scavato
(esarato) pi?dei ghiacciai laterali, di dimensioni
minori. Nella foto si vede il ripido raccordo tra la valle
sospesa del Vallonetto e il fondovalle principale.
Il profilo a "U" ?ancora ben visibile
nella parte alta della Val Troncea.
Depositi glaciali
La morena ?il complesso dei materiali
rocciosi incorporati, trasportati e
successivamente depositati dal ghiacciaio.
Nella foto se ne vedono alcune tracce, nella
zona delle sorgenti del Chisone, mascherate
per?da depositi pi?recenti e dalla coltre
eluvio-colluviale.
In Val Troncea ?particolarmente diffuso e
caratteristico il fenomeno delle valanghe, che
ha enorme rilevanza sulla morfologia del
territorio; nella foto si osserva un deposito
dovuto anche all'azione valanghiva.
L'azione fluviale
L'azione del torrente si manifesta con un
continuo alternarsi di fenomeni di erosione,
trasporto e successiva sedimentazione del
materiale prelevato. Il percorso dei torrenti
varia continuamente nel tempo, soprattutto in
relazione ai periodi di piena e di magra ed alla
pendenza dell'alveo. Quest'ultima influenza la
velocit?dell'acqua e quindi la sua energia, e di
conseguenza la capacit?di erodere e
trasportare i sedimenti.
Piogge molto intense
possono causare
piene eccezionali,
come quella del
giugno 1994.

Tali piene modificano drasticamente l'aspetto
del fondovalle, come si vede anche nella zona
a monte della Fontana Lendeniera.

Talora gli affluenti laterali del torrente Chisone
depositano i loro detriti allo sbocco nella
vallata principale, originando tipiche forme a
ventaglio dette conoidi alluvionali.
Al fine di limitare l'attivit?erosiva del torrente
Chisone, che potrebbe innescare frane sui versanti,
si sono realizzate briglie in alveo (come quelle nella
foto, situate a valle della Fontana Lendeniera),
nonch?massicciate e gabbionate sulle sponde.
L'azione della gravit?lt;/b>
Il detrito di falda ?un tipo di deposito che si osserva alla base delle
pareti rocciose, originato dallo sgretolamento della roccia stessa; talora
assume forme caratteristiche "a cono", denominate conoidi di detrito. Nel
parco sono numerose nel versante sinistro della valle, come quelle sotto il
Monte Appenna.

Le frane sono fenomeni di instabilit?lungo i versanti, che si manifestano
con movimenti, lenti o rapidissimi, di masse rocciose, detriti o terra verso
valle. Le cause, anche concomitanti sono: l'erosione operata dai torrenti, la
presenza di acqua nel suolo, la fratturazione della roccia, ecc. La frana di
Laval ?una delle pi?evidenti della Val Troncea.