Il Parco naturale della Val Troncea
Il Parco Naturale della Val Troncea è stato istituito nel 1980, al fine di tutelare le caratteristiche "naturali, ambientali e paesaggistiche", organizzare il territorio per una fruizione compatibile, promuovere le condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni locali,
valorizzando le attività agricole, forestali e pastorali, conparticolare attenzione al mantenimento del pascolo.
Questa Valle, oggi caratterizzata da una scarsissima presenza umana e da una notevole naturalità, è stata in passato e fino a tempi recenti molto influenzata dall'uomo, che ha modellato gran parte degli habitat che la caratterizzano.
L'ambiente
La Val Troncea è una tipica valle alpina in cui sono ben rappresentati gli habitat aperti di alta montagna, mentre i boschi, per lo più costituiti da conifere, sono principalmente concentrati alle quote inferiori.
La flora
La Val Troncea è rinomata per la sua ricchissima flora; finora sono state segnalate oltre 640 specie, tra cui alcune rarissime. Tra le specie più appariscenti della sua flora è stato scelto il simbolo del Parco, il giglio martagone (Lilium martagon).
La fauna
Anche la fauna della Val Troncea è di notevole interesse; tra i Vertebrati sono particolarmente interessanti gli uccelli, rappresentati da oltre 60 specie in periodo estivo, e dai Mammiferi, presenti con circa 25 specie.
La storia
La Val Troncea, oggi pressoché disabitata, fu popolata stabilmente per circa un millennio.
All'inizio del '900 c'erano 4 villaggi abitati, popolati da poco meno di 300 persone, anche se dai primi anni del '900 era già iniziato l'esodo dalla Valle; nel 1901 circa il 13% della popolazione era emigrata in Francia, soprattutto a Parigi, Lione e Marsiglia. Nel 1923 venne abbandonata la borgata Seytes, l'anno dopo Troncea, nel 1939 Laval. Infine, durante la Resistenza, i nazi-fascisti incendiarono i villaggi che, non più ricostruiti, si trasformarono in alpeggi.
La valle oggi
Oggi, con la presenza del Parco naturale si aprono nuove prospettive di sviluppo economico legate soprattutto al turismo naturalistico ed escursionistico. Si stima che dal 1980al 1992 le presenze turistiche siano passate da 13.000 a circa 100.000, con punte di oltre 1700 persone sul fondovalle. Inoltre il Parco svolge un importante ruolo educativo, in particolar modo nei confronti delle scolaresche, alle quali sono indirizzate specifiche attività didattiche.